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GNAM! a Frascati - Info sul festival e storia del finger food

Immagine GNAM! a Frascati  -  Info sul festival e storia del finger food
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Dal 15 al 18 giugno torna a Frascati lo GNAM! Festival Europeo del Cibo di Strada, un'occasione per 'leccarsi le dita' gustando i migliori cibi da strada italiani, cucinati e raccontati dal vivo.

INGRESSO GRATUITO

Gli orari:
– Venerdì dalle ore 11.00 alle ore 24.00
– Sabato dalle ore 11.00 alle ore 24.00
– Domenica dalle ore 11.00 alle ore 24.00
– Lunedì dalle ore 11.00 alle ore 24.00

Dove: Viale Annibal Caro – FRASCATI

Per maggiori informazioni: info@gnamfest.com


Ricordiamo inoltre che dopo la tappa di Frascati, lo GNAM! si sposterà a Roma (22 - 25 giugno), Martina Franca (29 - 2 luglio) e Trani (20 - 23 luglio).


Finger food - un pò di storia

Il Finger food è cibo mangiato con le mani, a differenza del cibo mangiato con un coltello e una forchetta, bacchette o altri utensili[1]. In alcune culture il cibo si mangia quasi sempre con le mani, per esempio la cucina etiope è servita avvolgendo vari piatti in pane injera[2]. Anche i filippini che hanno spesso pasti frequenti durante il giorno usano le mani per mangiare. In Indonesia gli operai nella pausa pranzo consumano il pasto a base di riso e avvolto in una foglia di banana, con le mani.

Esempi generalmente accettati di finger food sono i salatini, i rotoli di salsiccia, salsicce su stuzzicadenti, formaggi e olive su stuzzicadenti, ali di pollo, involtini primavera, quiche, samosa, bhajis alla cipolla, patate fritte, vol au vent e arancini di riso. Altri cibi conosciuti che vengono a volte considerati finger food includono la pizza, gli hot dog, la frutta e il pane[3].

In molti paesi ci sono aziende di catering che forniscono finger food per eventi come i matrimoni, i fidanzamenti, i compleanni e altre celebrazioni. Per i matrimoni, in particolare, il finger food sta diventando sempre più popolare, perché meno costoso e offre più flessibilità di scelta di menu. Antipasti da gourmet come quiche, paté, caviale e sandwich sono adatti a un evento formale, mentre cibo più familiare, come frutta tagliata, salatini, cracker e biscotti sono preferibili in celebrazioni più informali[4].


-- Il significato che attribuiamo oggi al concetto di finger food (cibo mangiato senza l'uso di posate) si diffuse dal 2002 quando iniziò ad essere utilizzato presso l'Expogast di Salisburgo.

Ma già dalla fine del 1600, presso le corti corti europee, mangiare con le mani era già da considerarsi 'una tradizione': Luigi XVI si leccava ancora le dita, e nella metà del '600 mangiare carne con la forchetta era considerato dannoso, poiché il gusto del cibo veniva alterato.

I romani erano soliti mangiare in una posizione che favoriva la digestione e l'appetito, ma che rendeva quasi impossibile l'uso delle posate (anche se erano noti mestoli, forchette e cucchiai di qualsiasi tipo). Particolarmente diffuso tra le famiglie di elevato ceto sociale, l'utilizzo di un 'ditale d'argento', la cui funzione era quella di evitare di sporcarsi le dita o scottarsi.

Così i Romani inventarono la moderna tendenza del finger food, derubricando agli schiavi il compito di tagliare e sporzionare il cibo.

Almeno fino al 1600, l'importanza data alla presentazione dei piatti (un aspetto centrale nel moderno finger food, che deve molto alla tradizione culinaria giapponese) viene dai trattati medievali e rinascimentali, completamente consacrati al taglio del cibo (un esempio può essere "Il Trinciante" di Vincenzo Cervio del 1581, un'opera che descrive il modo corretto di tagliare moltie pietanze, dal fagiano al semplice uovo).

La tradizione occidentale del finger food, come la conosciamo oggi, ha subìto un incentivo notevole durante il proibizionismo americano, dal 1919 al 1933: proprio in quel periodo, infatti, nei cosìdetti Speakeasy, il consumo clandestino di alcol obbligava i clienti a mangiare in piedi e in fretta. Per un proprietario di uno Speakeasy il finger food offriva un triplice vantaggio: rendeva più semplice il lavoro del cameriere, incitava i clienti a bere di più ed evitava il rischio di un'ebbrezza rapida (la quale, a sua volta, avrebbe potuto elevare il rischio di schiamazzi e rumori eccessivi).

Dagli speakeasy il finger food si è rapidamente trasferito in Inghilterra, trasformandosi nel protagonista indiscusso, ieri come oggi, di ogni happy hour.

 

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